La transizione energetica non è più solo una questione di tecnologia: è la ricostruzione stessa dell’economia. Per Marcello Ciampi, head of legal affairs di Tages Capital, l’energia è ormai al centro della sicurezza nazionale e dello sviluppo industriale. La sfida non è semplicemente produrre più rinnovabili, ma riuscire a integrarle in un sistema complesso e dinamico. «Siamo oltre la fase della semplice generazione da fonti pulite» spiega Ciampi. «Sta emergendo un ecosistema in cui produzione, reti, accumulo e tecnologie digitali si rafforzano a vicenda. Questa sarà la vera transizione energetica del prossimo decennio».
Quello che un tempo era percepito come un settore a sé — la generazione elettrica — oggi è diventato un’infrastruttura onnipresente, che sostiene ogni funzione economica e sociale. La corsa alle rinnovabili è stata accelerata non solo dalla loro competitività crescente, ma anche dagli shock geopolitici che hanno ricordato a tutti quanto sia vitale la sicurezza energetica. «Le rinnovabili hanno raggiunto massa critica» osserva Ciampi. «Quando coprono una quota così significativa della domanda nazionale, il nodo diventa la stabilità del sistema. E qui entrano in gioco lo storage, la digitalizzazione e la qualità delle reti». L’intermittenza di solare ed eolico richiede infrastrutture intelligenti e flessibili, pronte a gestire flussi di energia complessi e imprevedibili.
La rivoluzione digitale entra di diritto in questo ecosistema. I data center, alimentati dall’esplosione dell’intelligenza artificiale, sono diventati centri strategici di consumo energetico. Ma per Ciampi rappresentano più un’opportunità che un peso: «Consumano molta energia, ma permettono una gestione più intelligente delle infrastrutture. L’AI consente di prevedere la produzione, ottimizzare i flussi e ridurre gli sprechi. È un circolo virtuoso dove ogni tecnologia rafforza l’altra». Un approccio che ricorda le smart cities, una visione futuristica che oggi è realtà grazie agli investimenti e alle esigenze della transizione.
Tages gioca un ruolo da protagonista in questo panorama. Con oltre 900 MW di asset fotovoltaici (ed in parte eolici) installati, gestiti tramite i propri fondi, Tages è il secondo produttore italiano di energia solare. Ma ciò che distingue davvero i fondi gestiti da Tages è la capacità di anticipare i cambiamenti del settore con fondi dedicati alle tecnologie più avanzate. Tages Helios Net Zero ha ampliato gli investimenti a idroelettrico, storage, biometano, infrastrutture di ricarica e progetti internazionali. E ora arriva Tages Infra Pplus, un fondo progettato per sostenere infrastrutture chiave della transizione: data center, piattaforme integrate di economia circolare, sistemi energetici ibridi. «I fondi non portano solo capitali» spiega Ciampi. «Portano governance, metodologie, competenze. Impongono standard Esg e spingono le aziende a evolvere più rapidamente. La sostenibilità non è un optional, ma un vantaggio competitivo».
Il fabbisogno finanziario del Paese per raggiungere gli obiettivi climatici è enorme (si parla di centinaia di miliardi di euro). Attirare questi capitali dipende dalla chiarezza normativa. In questo contesto, gli standard Esg rappresentano una leva trasformativa. «Hanno cambiato il modo di operare delle imprese, introducendo trasparenza, responsabilità e attenzione agli impatti sociali» spiega Ciampi. «Oggi ignorare questi parametri significa perdere opportunità di crescita e investimenti». Tuttavia, l’Italia soffre di frammentazione normativa: «La sfida è la disomogeneità: norme europee, nazionali e regionali che non dialogano tra loro. Questa incertezza rallenta lo sviluppo».
La lentezza burocratica resta uno degli ostacoli principali. La complessità amministrativa frena gli investimenti e rallenta la costruzione degli impianti. «La transizione energetica è uno sforzo collettivo» ribadisce Ciampi. «Servono cittadini consapevoli, imprese responsabili e una pubblica amministrazione moderna. Senza competenze e strumenti adeguati, soprattutto a livello locale, rischiamo di fermarci prima del traguardo». La crisi del gas legata alla guerra in Ucraina ha evidenziato la pericolosità della dipendenza dall’estero: «Abbiamo imparato che la generazione elettrica non può essere delegata. L’energia è una risorsa strategica per la vita economica del Paese».
In un ecosistema così complesso, anche le competenze le gali devono evolvere. La consulenza generalista non basta più: servono team specializzati in tecnologie diverse e normative multilivello. «Non esiste il tuttologo dell’energia» chiarisce Ciampi. «Un impianto fotovoltaico ha problematiche diverse da quelle che interessano un impianto per la produzione di biometano, e nessuno dei due è paragonabile a un sistema di accumulo. Gli studi che hanno davvero investito in queste competenze sono pochi, ma sono quelli in grado di accompagnare gli operatori in tutte le fasi dei progetti». La specializzazione non è più una scelta, ma una necessità: la transizione richiede profondità tecnica, visione industriale e capacità di leggere le dinamiche regolatorie.
La visione di Ciampi è chiara: il nuovo modello energetico sarà integrato, digitale e diffuso, capace di connettere produzione, consumo, dati e tecnologie in un unico sistema. La generazione non sarà più un’attività isolata, ma il cuore pulsante di un ecosistema che alimenta industria, servizi e innovazione.
«Oggi l’energia sostiene tutto: industria, servizi, tecnologia, vita quotidiana» conclude. «Per questo dobbiamo produrla in modo sicuro, competitivo e sostenibile. La transizione non è più un’opzione: è la condizione per restare un Paese avanzato».
Nel 2026 Marcello Ciampi sarà di TopLegal Academy in occasione di una Masterclass dedicata al tema energy.

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22 Dicembre 2025